Dopo cinque giorni passati ad accompagnare Cip&Ciop a sciare, non ne potevano più di stare con i piedi a riposo.
Lasciate le bimbe a giocare in giardino con le amiche, siamo partiti da casa con gli scarponi e Dudu in spalla. Venti minuti di patimento fino alla partenza della seggiovia Gremei, poi riesco ad allacciarmi lo zainetto in vita e la fatica scpmpare. Saliamo con attenzione dalla strada di servizio che parte dal pattinaggio; incontriamo qualcuno con le ciaspole, ma non servono: il terreno e’ in parte ghiacciato e non si fatica. Sull’ultimo tornante prima dello scavallamento verso il torrente incontriamo Robi e compagnia che, sugli sci, fanno fuoripista:”Grande man!”.
Dopo l’attraversamento del rivo, la neve sembra intatta: ma da dove scendono in snowboard? Arriviamo al rifugio lavati (maglietta, camicia, maglione di lana, paille e giaccavento), ma ci voleva. Sul ritorno scopriamo che a Dudu non piace scivolare.
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A piedi, finalmente!
Ai piani d’Erna
Nebbia in pianura, sole in montagna. Dopo la 12km di Domenica scorsa alla marciacaratesi, ritorniamo in quota. Lasciamo la macchina 50m sotto il parcheggio della funivia ai piani d’Erna, inverosimilmente pieno e prendiamo il sentiero per il rifugio Stoppani. In un’oretta arriviamo e ci riposiamo prima di attaccare la salita. Un’altra ora di fatica e le bambine zampettano allegre di fianco allo scivolo sull’erba che hanno attrezzato ai piani. La Nico si fa un giro e poi si ritira: cuor di biscotto non ama le emozioni forti.
Al Puez
Dopo due giorni di intenso riposo, riprendiamo il pullmann da Colfosco, dove lasciamo la macchina, per dirigerci al passo Gardena. Gita lunga oggi: il rifugio Puez e’ a tre ore di cammino. Roberta parte subito in quarta: superiamo la solita fila di turisti che questa volta e’ piu’ lunga del solito.
Qui e’ necessaria una digressione. Mia moglie si dopa. All’inizio non ci facevo caso. Poi i suoi risultati sempre più’ brillanti mi hanno fatto sospettare. E ha confessato. Lei dice che il paracetamolo le serve per il mal di schiena, ma la verita’ e’ che lo ingurgita in quantita’ smodate anche prima di nuotare (ha infatti ripetuto l’ultimo tempo da record di Phelps). Probabilmente sentira’ il clima olimpico. Fine della digressione.
Il sentiero non e’ la solita autostrada. Sale prima tra bastioni rocciosi per sbucare al passo di Crespeina e poi un lungo saliscendi su un altopiano ci porta al rifugio Puez, 2475m. Fa un freddo cane. Dentro e’ stracolmo di gente. Qui occorre una seconda digressione.
E’ ormai il terzo rifugio che visitiamo, dove il self-service ha sostituito il servizio al tavolo. O sono a corto di personale o… Il problema e’ che quando c’e’ tanta gente, diventa un incubo. Molti infatti rinunciano. Fine della seconda digressione.
Dopo un’ora comunque riusciamo a mangiare (meglio gli affettati della pasta!).
Dudu intanto ha buttato per terra l’intero contenuto dello zaino e non essendoci nient’altro, frigna. Tempo di tornare.
Die Drei Zinnen
Il bel tempo ci perseguita: dovevamo riposarci ed invece una nuova bella giornata di sole di “costringe” a camminare. Questa volta puntiamo lontano. Sessantacinque chilometri per arrivare al rifugio Auronzo, 2100m ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. L’accesso non e’ proprio economico: venti euro per parcheggiare alle porte del paradiso.
Turisti a badilate lungo tutto il giro. In un’oretta siamo al rifugio Locatelli. La vista sulle Tre Cime e’ grandiosa. Anche a Dudu piacciono i ‘sassi’. Fatichiamo a toglierglieli dalla bocca. Al rifugio mangiamo un ottimo strudel. Se pero’ volete uno sconto come soci Cai, chiedetelo all’ordine!
Al passo Limo
Ennesima bella giornata: andiamo ad esplorare la valle di S.Vigilio in Marebbe. Dal paese saliamo in macchina tra boschi e prati. Un’enorme area pic nic. Il torrente e le zone attrezzate ci invitano ad una sosta, ma la nostra meta e’ un’altra. Lasciamo la macchina al rifugio Pederu’. Sara’ che e’ iniziata la settimana centrale di agosto, ma qui il parcheggio (a pagamento) e’ pieno. Molta gente anche per strada. Il sentiero sassoso ci porta subito in quota in mezzo a ghiaioni e pareti di roccia verticali. In due ore e un quarto siamo su al passo di Limo. Vista fantastica sulle Conturines, la. Croda Rossa e la Croda del Becco sopra il lago di Braies (ricordi Mauro? “ho seguito il suo profumo”). Al ritorno ci fermiamo al rifugio Lavarella: polenta e formaggio per tutti. Quanto mai! Ma usano le sottolette ? Dovrebbero andare a lezione da qualche rifugista bergamasco. Forse era meglio fermarsi al rifugio Fanes. Ad ogni modo siamo pronti per domani.
Invito alla malga
Rientrati dal giro in macchina di ieri, abbiamo ricevuto un invito a pranzo su in malga dai nostri padroni di casa. Ci hanno promesso caneserli e gulasch. Tempo imbronciato: qualche sprazzo di sole e molto freddo. Il nostro termometro e’ Dudu: quando assume un colorito blu-violaceo, vuol dire che fa freschino. Risaliamo dalla valle dei mulini: un sentiero che non fa nessuno. E ci credo: in certi punti e’ cosi’ in piedi che mangi la terra. Arriviamo in anticipo di un’ora. Freddo pungente. Il sig. Pezzei mi racconta che proprio un anno fa ha nevicato in pieno agosto. Ieri ha grandinato e si sente. In baita tutto e’ ottimo: mangia anche Dudu. Ma che fatica! Non sta fermo un minuto. Rovescia di tutto e si sporca come un maialino. Il succo di sambuco pero’ gli piace. Intanto le bimbe giocano con Alfons. Dieci anni, quattro lingue. Qui tutto e’ un po’ speciale.
L’alta via di Colfosco
Nebbia di mattina, sole quanto prima ! Infatti non si e’ fatto attendere. Dal momento pero’ che si prevede pioggia nel pomeriggio, optiamo per il girò veloce. Pure troppo. Lasciata la macchina a Colfosco saliamo al passo Gardena in pullmann. Dudu dorme. L’allenamento si vede ed in appena un’ora siamo al rifugio Forcelles. Chiuso. Ad agosto ? Incredibile, ma del resto di gente in giro se ne vede poca. Concludiamo al rifugio Edelweiss.
Isa e Nico si sbafano due piatti giganti di tagliatelle con i funghi. Quanto mi costano…
Domani forse riposiamo. E’ prevista acqua.
Al Pralongia’
Complice il caldo della giornata precedente, dormiamo poco e alle 8.00 siamo gia’ svegli. Tempo fantastico: si cambia programma. Alle 10.10 prendiamo puntuali il bus per il passò di Valparola dopo aver lasciato la macchina alla partenza della funivia di La Villa.
L’autista salta qualche fermata: alcuni s’incazzano, altri sembrano abituati. Noi pero’ scendiamo al momento opportuno. A parte la lunghezza del percorso di 12km, i dislivelli sono minimi. Il sentiero si snoda tra sassi e pendii erbosi. A poco a poco Si gira ed emerge il Sasshonger. Allo scavallamento del Pizodes il paesaggio cambia: appaiono i prati del Pralongia’, la Marmolada, il Pordoi ed il gruppo del Sella. Questa volta ci vogliono quasi tre ore prima di sedersi a tavola: Dudu si lamenta, vuole uscire dallo zainetto.
Ci ristoriamo con polenta e salsicce (che novita’). Adesso ci aspetta la discesa. Stiamo gia’ pensando a domani.
























