Dopo due giorni di intenso riposo, riprendiamo il pullmann da Colfosco, dove lasciamo la macchina, per dirigerci al passo Gardena. Gita lunga oggi: il rifugio Puez e’ a tre ore di cammino. Roberta parte subito in quarta: superiamo la solita fila di turisti che questa volta e’ piu’ lunga del solito.
Qui e’ necessaria una digressione. Mia moglie si dopa. All’inizio non ci facevo caso. Poi i suoi risultati sempre più’ brillanti mi hanno fatto sospettare. E ha confessato. Lei dice che il paracetamolo le serve per il mal di schiena, ma la verita’ e’ che lo ingurgita in quantita’ smodate anche prima di nuotare (ha infatti ripetuto l’ultimo tempo da record di Phelps). Probabilmente sentira’ il clima olimpico. Fine della digressione.
Il sentiero non e’ la solita autostrada. Sale prima tra bastioni rocciosi per sbucare al passo di Crespeina e poi un lungo saliscendi su un altopiano ci porta al rifugio Puez, 2475m. Fa un freddo cane. Dentro e’ stracolmo di gente. Qui occorre una seconda digressione.
E’ ormai il terzo rifugio che visitiamo, dove il self-service ha sostituito il servizio al tavolo. O sono a corto di personale o… Il problema e’ che quando c’e’ tanta gente, diventa un incubo. Molti infatti rinunciano. Fine della seconda digressione.
Dopo un’ora comunque riusciamo a mangiare (meglio gli affettati della pasta!).
Dudu intanto ha buttato per terra l’intero contenuto dello zaino e non essendoci nient’altro, frigna. Tempo di tornare.


